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PostHeaderIcon MANIFESTAZIONE DAVANTI AI CANCELLI DI FENICE-EDF

 

Adesioni al 15/05/2014:


- Radicali Lucani
- Ass. Culturale "Solidarietà Civile" - Rionero
- Comitato Civico "No inceneritore a Matera - Mento sul Cemento" - MATERA
- M5S Lavello
- M5S Potenza
- Associazione Ambiente E Legalità
- OLA Organizzazione Lucana Ambientalista
- OLA CHANNEL
- Azione Cattolica Diocesana di Melfi-Rapolla-Venosa
- CIA: Confederazione Italiana Agricoltori
- Comitato contro l'inceneritore nei pressi di Borgo Tressanti - Cerignola
- GD - Giovani Democratici Melfi
- Associazione Assud Lavello
- GD - Giovani Democratici Lavello
- Movimento Potenzattiva
- WWF della Basilicata
- Circolo Forza Italia giovani Lavello
- MEDITERRRANEO NO TRIV
- Forza Italia Lavello
- FIDAPA sez. di Lavello
- Associazione regionale 'Big Bang BasilicatAdesso'
- Sezione A.N.P.I. di Lavello
- Sinistra Ecologia Libertà con il gruppo parlamentare di Potenza

- Associazione Lucana Internazionale (il brigante lucano)
- Articolo 9 - aderente al Forum Salviamo il paesaggio

Ultimo aggiornamento (Martedì 20 Maggio 2014 10:43)

 

PostHeaderIcon Fenice-EDF: fermi all’anno zero!

Ancora una volta grazie a Maurizio Bolognetti apprendiamo nuove angoscianti notizie circa l’inquinamento provocato dall’inceneritore Fenice-EDF. Fiat-Sata e Snowstorm hanno condotto autonomamente indagini nei loro siti confermando quanto stiamo ripetendo da anni: la messa in sicurezza del sito Fenice-EDF NON FUNZIONA!

Notizia niente affatto scontata.

Il ritrovamento nella falda acquifera delle stesse sostanze rilasciate sotto l’inceneritore alle quali si aggiungono altre, come ad esempio il Cromo esavalente - stranamente non più presente delle analisi fatte da Arpab presso Fenice-EDF -, non fanno altro che confermare l’assoluto stato confusionale nel quale ci troviamo e la totale perdita di controllo della situazione.

Alla luce di questi nuovi elementi bisogna immediatamente invalidare tutta la procedura messa in atto a partire da marzo 2009 dove, in sede di conferenza di servizi, sono stati approvati il Piano di Caratterizzazione, l’Analisi di Rischio e per giunta stava per essere approvato un piano di bonifica definito “carente” dall’ISPRA.

Questi nuovi elementi rimettono tutto in discussione, non solo la definizione dell’area oggetto dell’inquinamento, ma anche e soprattutto il complesso di elementi chimici inquinanti oggetto di indagine e successiva bonifica.

Mentre la SATA “pretende” giustamente che venga ripristinata la situazione ambientale da chi ha provocato l'inquinamento o in subordine da Regione e Comune di Melfi, il sindaco Valvano si dichiara “soddisfatto” per il rilascio dell’AIA.

Il sindaco sembra non tener conto del fatto che tutte le prescrizioni che si intendono imporre a Fenice-EDF richiederanno tempi lunghi di progettazione e di attuazione, per alcune delle quali si parla di almeno 3 anni.

Nel frattempo chi gestisce l’inceneritore farà l’ennesimo ricorso al TAR e continuerà la propria attività inquinante.

Ma il problema non è solo nelle falde acquifere, sulla qualità dell’aria siamo molto carenti e l’unico studio fatto nel 2011 dal dipartimento agricoltura dell’Università di Basilicata con l’uso di licheni in zona Gravetta a Lavello, rileva quantità di metalli pesanti al di sopra della norma.

Un inquinamento dell’ambiente fuori controllo, con problemi di sicurezza interna all’inceneritore denunciati dagli stessi lavoratori dell’impianto, l’assenza di un piano di emergenza ed evacuazione, l’assenza di uno studio epidemiologico e l’assenza di un protocollo sanitario per i medici di famiglia.

Nonostante tutto la Giunta Regionale, assente il presidente Pittella, decide per il rilascio dell’AIA!

E’ una situazione intollerabile per tutti i cittadini della zona che chiedono, ancora una volta, alle Autorità e agli Enti competenti responsabilità e dovere. Ogni giorno in più non fa che aggravare la già martoriata situazione.

Non è più il momento di giocare con i tatticismi “burocratico-amministrativi” ma di prendere le uniche decisioni sensate: bloccare l’attività dell’inceneritore e garantire l’occupazione dei lavoratori con la riconversione.

 

22/04/2014

Comitato Diritto alla Salute

Ultimo aggiornamento (Martedì 22 Aprile 2014 16:36)

 

PostHeaderIcon NON AUTORIZZATE FENICE-EDF!

SABATO 12 APRILE 2014 - ORE 17:00

MANIFESTAZIONE DAVANTI AI CANCELLI DELL’INCENERITORE SIMBOLO DEL DISASTRO AMBIENTALE E POLITICO IN BASILICATA!

UNA CROCE PER OGNI VITTIMA DELL'INQUINAMENTO:
Nel corso della manifestazione verranno distribuite delle croci bianche che pianteremo nel terreno antistante l’inceneritore come segno di protesta contro chi sta distruggendo la nostra terra e la nostra salute.
...............

PROGRAMMA A PARTIRE DALLE ORE 17:00:
- Momento di preghiera con il vescovo Mons. TODISCO
- Interventi degli ospiti
- “Piantiamo le croci”
- Proiezione del documentario "sporchi da morire"

> ADERISCONO ALL'INIZIATIVA:

- Radicali Lucani
- Ass. Culturale "Solidarietà Civile" - Rionero
- Comitato Civico "No inceneritore a Matera - Mento sul Cemento" - MATERA
- M5S Lavello
- M5S Potenza
- Associazione Ambiente E Legalità
- OLA Organizzazione Lucana Ambientalista
- OLA CHANNEL
- Azione Cattolica Diocesana di Melfi-Rapolla-Venosa
- CIA: Confederazione Italiana Agricoltori
- Comitato contro l'inceneritore nei pressi di Borgo Tressanti - Cerignola
- GD - Giovani Democratici Melfi
- Associazione Assud Lavello
- GD - Giovani Democratici Lavello
- Movimento Potenzattiva
- WWF della Basilicata
- Circolo Forza Italia giovani Lavello
- MEDITERRRANEO NO TRIV
- Forza Italia Lavello
- FIDAPA sez. di Lavello
- Associazione regionale 'Big Bang BasilicatAdesso'
- Sezione A.N.P.I. di Lavello

Ultimo aggiornamento (Sabato 12 Aprile 2014 05:18)

 

PostHeaderIcon Incontro con l'Assessore Berlinguer

Mercoledì 5 marzo 2014, a Potenza, il Comitato “Diritto alla salute” ha incontrato l'Assessore Regionale con la delega all'Ambiente, Aldo Berlinguer.

Il Comitato ha sottolineato che dal 2009, anno in cui è scoppiato il caso Fenice-EDF, non è stato fatto alcun passo in avanti per la soluzione dell'inquinamento dell’area di San Nicola di Melfi, dello smaltimento dei rifiuti in Basilicata e della tutela della salute dei cittadini della zona e che a tutto ciò si aggiunge l’aggravante che da oltre due anni presso l’inceneritore viene smaltito il rifiuto “talquale”, pratica vietata dal 1997 dal Decreto Ronchi.

E’ stato ribadito che la situazione ambientale è disastrosa, anche considerando che l’inquinamento prodotto dall’inceneritore ha origine dal 2000 (come confermato dal Prof. Fracassi dell’Università di Bari)  e continua fino ai giorni nostri come testimoniato dall’ultimo monitoraggio ARPAB di novembre 2013.

L'Assessore si è detto pronto ad ascoltare ed accogliere suggerimenti sia circa la riforma delle Istituzioni Regionali di tutela dell'ambiente sia per il futuro piano regionale per i rifiuti e si è impegnato ad una maggiore informazione circa i processi in attuazione in merito.

Al tempo stesso rileviamo che i punti di vista espressi dal Comitato sono apparsi in qualche modo “inattesi”, in particolare:

-          l'avversità totale al rilascio dell'Autorizzazione Integrata Ambientale, da noi ritenuta superflua nei confronti di un soggetto già dimostratosi poco propenso al rispetto delle prescrizioni contenute nelle precedenti autorizzazioni e verso cui le Autorità Regionali Provinciali avrebbero già da lungo tempo dovuto intraprendere provvedimenti di interruzione delle attività;

-           la rivisitazione di tutte le attività svolte dalle Conferenze dei Servizi succedutesi nel tempo che hanno basato le proprie deliberazioni su valutazioni a volte del tutto prive di riscontri effettivi, contravvenendo al principio di precauzione nei confronti di un'attività palesemente inquinante.

Siamo consapevoli che nel breve lasso di tempo intercorso dal suo incarico, l'Assessore Berlinguer ha già trovato un'enorme mole di questioni da affrontare ed una grande quantità di documenti da approfondire, tenuto conto che la “macchina amministrativa” che lo supporta è sostanzialmente la stessa che ha mostrato enormi lacune nell'affrontare in precedenza le emergenze ambientali lucane e, in particolare, l'annosa questione di Fenice. Ma al tempo stesso riteniamo sia necessario approfondire ulteriormente, anche a seguito delle osservazioni che gli abbiamo esposto, le questioni di cui avremmo preferito fosse stato preventivamente edotto dal Dipartimento.

All’assessore è stato consegnato un documento con le richieste più volte sottoposte alla Pubblica Amministrazione:

  1. Bocciare la richiesta di rilascio dell’AIA all’inceneritore, con conseguente decadenza dell’attuale autorizzazione in essere e blocco dell’attività.
  2. Definire il perimetro di territorio inquinato con la realizzazione di una mappa idrogeologica basata su sondaggi reali e non su modelli.
  3. Individuare con il Ministero dell’Ambiente e l’ISPRA le corrette procedure per la bonifica dell’intera area inquinata.
  4. Dotare l’ASP di tutti gli strumenti necessari affinché si eviti che i propri rappresentanti in sede di Conferenza di Servizi possano permettersi senza alcun dato oggettivo di esprimere pareri privi scientificità ed obiettività basati semplicisticamente sulla assenza di “denunce di lavoratori che si siano ammalati a causa di Fenice-EDF".
  5. Dotare l’ARPAB degli strumenti necessari e relative competenze affinché possa essere in grado di eseguire indagini sulle diossine, senza ricorrere a convenzioni periodiche con altre ARPA.
  6. Definire un piano di sorveglianza sanitaria specifico per i lavoratori Fenice-EDF, SATA e indotto.
  7. Verificare lo stato delle acque dei pozzi posti a valle dell’inceneritore che sono oggetto di una ordinanza di divieto di utilizzo da parte del Comune di Melfi.
  8. Analizzare tutti i prodotti agro-alimentari prodotti nella zona.
  9. Definire un piano di emergenza ed evacuazione per le popolazioni della zona in caso di evento eccezionale.

 

Non possiamo attendere all’infinito la soluzione di una questione irrisolta da troppo tempo: la Regione Basilicata deve considerarla una priorità assoluta.

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 05 Marzo 2014 20:27)

 

PostHeaderIcon A la guerre comme à la guerre!

La battaglia contro l’inquinamento dell’inceneritore Fenice-EDF si combatte anche sul web.

Se qualche settimana fa si chiedevano informazioni a Google circa l’inceneritore Fenice-EDF di San Nicola di Melfi,  il motore rispondeva con un lista nella quale, ad esclusione del primo posto occupato dal sito istituzionale della società francese, venivano elencati link riferiti a Comitati, Associazioni, inchieste giornalistiche, blog che mettono in primo piano il problema dell’inquinamento delle falde acquifere.

La situazione nel web oggi è leggermente cambiata: la potente EDF è corsa ai ripari mettendo in campo le sue armi e affidando ad esperti di SEO (Search Engine Optimization)  il posizionamento di nuovi domini nei quali, ovviamente, racconta le cose dal proprio punto di vista.

Non siamo certo ai livelli raggiunti da EDF nel 2006 quando Il colosso energetico ingaggiò un investigatore privato per violare il computer di Yannick Jadot, ex responsabile di Greenpeace per le campagne contro la costruzione di nuove centrali nucleari, ma è interessante notare come oltre le sedi tecnico/istituzionali, le aule dei tribunali penali ed amministrativi, la battaglia si sposti anche su altre “piattaforme” (tanto per utilizzare un temine tanto in voga).

Si può ben comprendere l’imbarazzo dei cugini francesi che da una parte sono “monitori ambientali”  per il progetto del ponte sullo stretto di Messina e dall’altro non sono ancora riusciti a risolvere il problema dell’inquinamento falde a San Nicola di Melfi (vedi tabelle monitoraggi sul sito Arpab: http://www.arpab.it/fenice/elencoTabelle.asp).

Ad un colosso che è sponsor di eventi internazionali come le Olimpiadi di Londra 2012 qualche fastidio certamente lo provoca.

Anche i dipendenti di Fenice Ambiente srl, ufficialmente, hanno un loro blog su blogspot dove raccontano di un ambiente meraviglioso e pieno di fiori: chissà se sono gli stessi che in questi giorni scioperando davanti ai cancelli dell’inceneritore denunciano problemi di sicurezza!

Per fortuna Google non parteggia per nessuno – a meno di acquisti di AdSense – ed i suoi “crawler” fanno il loro lavoro andando a leggere quello che noi, insieme a tantissimi altri, ci sforziamo quotidianamente di portare alla luce sperando che tra i navigatori della rete vi siano anche coloro che firmano atti ufficiali e che sono in qualche modo responsabili della tutela della nostra salute.

Noi continueremo a denunciare e diffondere informazioni anche grazie al lavoro di blogger (come Osservatore Lucano) e giornalisti che ci danno voce e spazio.

PS:  Termovalorizzatore = Termodistruttore = Inceneritore

04 marzo 2014

Ultimo aggiornamento (Martedì 04 Marzo 2014 18:01)

 
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Vicenda Fenice-EDF. Chi le responsabilità maggiori?
 



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