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PostHeaderIcon I pozzi della morte

Il Comune di Lavello ci ha inviato i dati relativi al monitoraggio dei 10 pozzi delle falde acquifere di Fenice-EDF, pozzi posizionati nel perimetro dell’inceneritore comunicanti con le falde acquifere sottostanti il territorio di San Nicola di Melfi.

Dalle tabelle dati si evince chiaramente che sin da dicembre del 2007 in tutti i pozzi si trovano alte percentuali di presenze di triclorometano, tricloroetilene, tetracloroetilene, bromodiclorometano e dibromoclorometano e in molti casi (quasi sempre) i limiti fissati dal dlsg 152/2006 vengono di gran lunga superati. Dalle schede chimiche di questi prodotti si evince chiaramente che sono tutti nocivi e possono provocare cancro, sono tossici se inalati, pericolosi per l’ambiente e sono tutti presenti nelle falde acquifere e nei terreni.

Sfogliando le tabelle arriviamo nello specifico e troviamo, sempre in tutti i pozzi,  metalli pesanti come cadmio, cromo, rame, nickel, mercurio, piombo e zinco. La cosa che lascia ammutoliti è che si rileva un’elevata presenza di Mercurio e Nickel. ben oltre la norma e riferendoci in particolare a campioni effettuati nel mese di febbraio del 2008, nel pozzo 5 troviamo una quantità di Nikel pari a 1445 ug/l, il valore limite oltre il quali il prodotto diventa pericoloso per l’uomo è di 20 ug/l mentre avvicinandoci di più ai giorni nostri in particolare luglio 2009 sempre nel pozzo 5 il Nickel rilevato era 2195 ug/l (limite 20 ug/l). Stesso discorso dicasi per il Mercurio, dove si rileva un valore di 270 ug/l contro il limite massimo di 1 ug/l 269 volte oltre il limite.

I dati partono da dicembre 2007 e già allora sono stati trovati metalli pesanti in tutti i pozzi. A questo punto dobbiamo chiederci prima del 2007 qual’era la situazione? Da quanto tempo le falde acquifere sono avvelenate? Belle domande peccato che rimarranno senza risposta. Perchè? Ebbene si, perchè dal 2006, tornando indietro nel tempo, non sono stati effettuati campioni o se sono stati effettuati non si sa dove siano andati a finire, quindi non sappiamo assolutamente niente di cosa sia successo negli anni addietro.

In tutta la zona di San Nicola di Melfi ci sono i terreni dei nostri agricoltori dove si  coltivano e producono quelle delizie che ci lusingano e ci spingono ad andare a comprare dal parente o conoscente di fiducia in modo da poter dichiarare che mangiamo solo cose sane senza isetticidi e fertilizzanti vari, peccato che siano innaffiate con un pò (e si fa per dire un pò) di Nikel e Mercurio.

Bisogna chiedersi inoltre se sia normale che l’organo preposto a controllare la presenza di inquinamento intorno all’inceneritore sia proprio Fenice-EDF la quale una volta individuato l’inquinamento dovrebbe autodenunciarsi alla Procura e multare! Perchè mai un’azienda come Fenice-EDF dovrebbe spendere tempo e risorse per effettuare controlli seri con la certezza di trovare qualche cosa che esca fuori dai valori standard e che la penalizzi a livello economico?

Per questo dobbiamo batterci per avere una rete di controllo di tutta l’area e parliamo di suolo, sottosuolo e aria che sia autonoma e sopratutto accessibile a chiunque voglia controllare che cosa stiamo respirando, mangiando e bevendo ogni giorno, sarebbe bello che questo avvenisse anche grazie all’ARPAB ente regionale che ha come unico scopo e unica funzione quella di monitorare e controllare l’ambiente cosa che a tutt’oggi risulta non è mai avvenuta.

 

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