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PostHeaderIcon LETTERA APERTA AL SOSTITUTO PROCURATORE DELLA REPUBBLICA DI MELFI DOTT. RENATO ARMINIO

 

Ill.mo Procuratore,

il silenzio “istituzionale” di queste settimane  in merito alla vicenda dell’inquinamento delle falde sottostanti l’inceneritore Fenice-EDF alimenta l’inquietudine della popolazione residente nei comuni della zona Vulture-Melfese. Così come alimenta l’inquietudine degli agricoltori che operano nella zona di San Nicola di Melfi.

Le poche notizie di cui disponiamo ci giungono attraverso brevi dichiarazioni rilasciate agli organi di stampa locale. All’inizio del mese di novembre abbiamo appreso che il Suo ufficio ha nominato un consulente dell’Università di Bari per ulteriori approfondite indagini.

Attraverso un servizio del TGR Basilicata del 25 settembre scorso abbiamo appreso le Sue uniche dichiarazioni, nelle quali sostiene che “bloccare l’attività dell’inceneritore sarebbe da irresponsabili”.

Dopo le sommarie e sporadiche prese di posizione di alcuni politici lucani, “pro” e/o “contro” l’operato del direttore dell’agenzia ARPAB, il silenzio “istituzionale” continua.

Dopo l’unico atto dovuto, ossia l’ordinanza del Sindaco di Melfi, Navazio, relativo alla temporanea inibizione all’utilizzo dei pozzi a valle dell’inceneritore, non ci sono state altre iniziative in merito.

Inoltre le dichiarazioni rese dal direttore dell’ARPAB in sede di III commissione permanente regionale, nelle quali si dichiara la mancanza dei dati di monitoraggio dell’inceneritore, nel periodo 2002-2007, non fanno altro che alimentare la nostra inquietudine.

Abbiamo appreso in modo sommario ed approssimativo da un articolo pubblicato sul giornale “il Quotidiano” che il giorno 11 gennaio scorso si è tenuta a Melfi la terza Conferenza di servizi su Fenice e non vi è stata alcuna comunicazione ufficiale su l contenuto dell’incontro.

Dott. Arminio, i cittadini lucani proverbialmente pazienti, silenziosi e remissivi non possono più tollerare silenzi “istituzionali” sulle responsabilità di un reato così grave come il danno ambientale.

Le chiediamo di fare chiarezza su questa vicenda accertando tutte le responsabilità, sia di chi lo ha provocato, ma anche di chi ha omesso informazioni.

Ma soprattutto Le chiediamo di mettere in atto tutte le azioni in Suo potere, al fine di evitare che la attuale situazione di danno ambientale, sia pur limitata al solo perimetro dell’inceneritore Fenice-EDF, continui a perdurare aggravandola ulteriormente.

 

Lavello, 18/01/2010

icon LETTERA APERTA AL SOSTITUTO PROCURATORE DELLA REPUBBLICA DI MELFI DOTT. RENATO ARMINIO (41.33 kB)

Ultimo aggiornamento (Domenica 17 Gennaio 2010 19:00)

 

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