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PostHeaderIcon BASILICATA: IL PATTUME E' SERVITO.

Martedì 29 Dicembre 2009 - ore 18:00
Centro Sociale "Di Gilio" - Lavello PZ

icon BASILICATA: IL PATTUME E' SERVITO. (166.97 kB)

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 23 Dicembre 2009 16:36)

 

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Ultimo aggiornamento (Mercoledì 25 Novembre 2009 23:27)

 

PostHeaderIcon Ma di cosa stiamo parlando?

Sul sito dell'ARPAB sono disponibili le tabelle che il Comune ci ha fornito: www.arpab.it. In queste tabelle sono riportati i valori di sostanze tossiche, nocive e cancerogene trovate nelle falde acquifere sottostanti Fenice-EDF. In particolare: TRICLOROMETANO, TRICLOROETILENE, TETRACLOROETILENE, BROMODICLOROMETANO, DIBROMOCLOROMETANTO. Sono tutti reagenti per laboratori, molto probabilmente presenti nei rifiuti ospedalieri che Fenice-EDF brucia.
Sul sito dell'istituto Chimico CARLO ERBA, sono riportate le schede tecniche di queste sostanze:

TRICLOROMETANO (cloroformio), TRICLOROETILENE, TETRACLOROETILENE, BROMODICLOROMETANO,

Perchè sono state monitorate (cercate) queste sostanze? Ce ne sono altre che sono state monitorate e delle quali non abbiamo informazioni? Ci sono altre sostanze da monitorare oltre queste?
Sigillito ha detto che non ha divulgato i dati per "non creare inutili allarmismi".
Caro sig. Sigillito, personalmente sono molto allarmato e credo che come me lo siano tutti quelli che stanno apprendendo in questi giorni la reale portata dell'inquinamento dei pozzi di Fenice-EDF. Anzi. Sono convinto che la situazione sia ben più grave, considerato che in questo momento tutta l'attenzione dell'ARPAB è concentrata all'interno dell'inceneritore per cercare di risolvere il problema. Ma fuori qual'è la situazione?
Vedendo in giro i primi addobbi natalizi mi è venuto in mente che bisogna essere più buoni e tollerranti. Faremo recapitare al buon Sigillito un meraviglioso cesto delle "cloroformiche" mele di Candela...

 

PostHeaderIcon I pozzi della morte

Il Comune di Lavello ci ha inviato i dati relativi al monitoraggio dei 10 pozzi delle falde acquifere di Fenice-EDF, pozzi posizionati nel perimetro dell’inceneritore comunicanti con le falde acquifere sottostanti il territorio di San Nicola di Melfi.

Dalle tabelle dati si evince chiaramente che sin da dicembre del 2007 in tutti i pozzi si trovano alte percentuali di presenze di triclorometano, tricloroetilene, tetracloroetilene, bromodiclorometano e dibromoclorometano e in molti casi (quasi sempre) i limiti fissati dal dlsg 152/2006 vengono di gran lunga superati. Dalle schede chimiche di questi prodotti si evince chiaramente che sono tutti nocivi e possono provocare cancro, sono tossici se inalati, pericolosi per l’ambiente e sono tutti presenti nelle falde acquifere e nei terreni.

Sfogliando le tabelle arriviamo nello specifico e troviamo, sempre in tutti i pozzi,  metalli pesanti come cadmio, cromo, rame, nickel, mercurio, piombo e zinco. La cosa che lascia ammutoliti è che si rileva un’elevata presenza di Mercurio e Nickel. ben oltre la norma e riferendoci in particolare a campioni effettuati nel mese di febbraio del 2008, nel pozzo 5 troviamo una quantità di Nikel pari a 1445 ug/l, il valore limite oltre il quali il prodotto diventa pericoloso per l’uomo è di 20 ug/l mentre avvicinandoci di più ai giorni nostri in particolare luglio 2009 sempre nel pozzo 5 il Nickel rilevato era 2195 ug/l (limite 20 ug/l). Stesso discorso dicasi per il Mercurio, dove si rileva un valore di 270 ug/l contro il limite massimo di 1 ug/l 269 volte oltre il limite.

I dati partono da dicembre 2007 e già allora sono stati trovati metalli pesanti in tutti i pozzi. A questo punto dobbiamo chiederci prima del 2007 qual’era la situazione? Da quanto tempo le falde acquifere sono avvelenate? Belle domande peccato che rimarranno senza risposta. Perchè? Ebbene si, perchè dal 2006, tornando indietro nel tempo, non sono stati effettuati campioni o se sono stati effettuati non si sa dove siano andati a finire, quindi non sappiamo assolutamente niente di cosa sia successo negli anni addietro.

In tutta la zona di San Nicola di Melfi ci sono i terreni dei nostri agricoltori dove si  coltivano e producono quelle delizie che ci lusingano e ci spingono ad andare a comprare dal parente o conoscente di fiducia in modo da poter dichiarare che mangiamo solo cose sane senza isetticidi e fertilizzanti vari, peccato che siano innaffiate con un pò (e si fa per dire un pò) di Nikel e Mercurio.

Bisogna chiedersi inoltre se sia normale che l’organo preposto a controllare la presenza di inquinamento intorno all’inceneritore sia proprio Fenice-EDF la quale una volta individuato l’inquinamento dovrebbe autodenunciarsi alla Procura e multare! Perchè mai un’azienda come Fenice-EDF dovrebbe spendere tempo e risorse per effettuare controlli seri con la certezza di trovare qualche cosa che esca fuori dai valori standard e che la penalizzi a livello economico?

Per questo dobbiamo batterci per avere una rete di controllo di tutta l’area e parliamo di suolo, sottosuolo e aria che sia autonoma e sopratutto accessibile a chiunque voglia controllare che cosa stiamo respirando, mangiando e bevendo ogni giorno, sarebbe bello che questo avvenisse anche grazie all’ARPAB ente regionale che ha come unico scopo e unica funzione quella di monitorare e controllare l’ambiente cosa che a tutt’oggi risulta non è mai avvenuta.

 

PostHeaderIcon Raccolta firme Agricoltori

Sabato 7 novembre scorso, per iniziativa del Comitato "Diritto alla Salute", è partita una raccolta firma degli agricoltori e proprietari terrieri di Lavello.
La raccolta ha lo scopo di rivolgere una serie di richieste agli organi politico-amministrativi della nostra Regione.

Chi è interessato può recarsi presso il frantoio della coop. "La Riconquista" nei pressi del terminal-bus - SS93 - Lavello PZ

Il testo della lettera:

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 11 Novembre 2009 12:11)

 
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